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Un Data Centre in espansione

Le sei facility di HT includono un Data Centre altamente performante che permette di immagazzinare, gestire e analizzare grandi quantità di dati e informazioni a sostegno dell’attività di ricerca.

A regime, il Data Centre sarà ospitato all’interno di una nuova area tecnica che integrerà il South Building e permetterà di rispondere alle esigenze computazionali dell’intero istituto.

Nel frattempo, abbiamo dovuto trovare delle soluzioni alternative per avviare il Data Centre. Ne abbiamo parlato con Daniel Anderson, IT Manager di HT per capire come sta lavorando insieme al suo team per fornire analisi e archiviazione di dati a un istituto in constante crescita.

Cos’è un Data Centre e perché è importante per un centro di ricerca?

Un Data Centre è una parte vitale di ogni organizzazione, grande o piccola che sia. Fisicamente si tratta della stanza che ospita i server e le attrezzature IT che permettono di archiviare e processare dati e informazioni provenienti dai diversi dipartimenti.

Al giorno d’oggi gli istituti di ricerca generano un’enorme mole di dati. Per esempio, un crio-microscopio elettronico produce ogni giorno circa 5 terabytes di dati, mentre la caratterizzazione genomica di 200-300.000 persone richiede 4/5 petabytes. Una tale mole di dati scientifici richiede un Data Centre il più vicino possibile alla strumentazione che li produce, con un’infrastruttura IT in grado di gestirne il volume. Avere un Data Centre in sede consente ai ricercatori di HT di elaborare dati nel più breve tempo possibile.

Qual è l’attuale configurazione del Data Centre di HT?

Fino ad oggi, il Data Centre di HT è stato allestito all’interno di uno shelter prefabbricato accanto a Palazzo Italia, che ha ospitato la prime fondamentali infrastrutture, necessarie ad avviare le attività di ricerca computazionali e a fornire una sede iniziale per i servizi di base.

Tuttavia, nel corso degli ultimi due anni, le esigenze dell’infrastruttura IT sono aumentate e stiamo raggiungendo i limiti dello shelter, a livello energetico, di raffreddamento e spazio fisico.

Quale soluzione avete adottato?

È stato un vero lavoro di squadra: insieme al team ICT & Digitalisation e ai colleghi di Procurement, Administration e Campus Development & Facility Management, abbiamo identificato una strategia a medio termine in attesa del completamento del South Building.

Tre stanze del seminterrato di Palazzo Italia sono attualmente in fase di ristrutturazione e ospiteranno il cluster di High Performance Computing (HPC) di HT, oltre a un archivio da utilizzare per il backup a lungo termine.

Questa soluzione permette di ospitare comodamente HPC, la sua espansione CPU prevista entro fine 2021 e i sistemi di backup dei dati, lasciando spazio ad altri servizi aggiuntivi e liberando dell’area all’interno dello shelter per ulteriori espansioni.

La progettazione della struttura è stata fatta con la massima cura per garantire raffreddamento e alimentazione adeguati a mantenerli entrambi operativi in caso di guasto.

In aggiunta a questo nuovo spazio all’interno del campus HT, stiamo allestendo un ulteriore Data Centre che ospiterà nuove infrastrutture HPC e di archiviazione dati, espandendo ulteriormente la nostra capacità di elaborazione e archiviazione, aumentando la ridondanza dei nostri servizi. Il pilastro finale della nostra strategia per il Data Centre riguarda lo sfruttamento di servizi cloud per garantire la continuità dei principali servizi IT di Human Technopole.

Quando saranno pronte le nuove risorse?

La fine dei lavori è prevista per novembre 2021. A quel punto potremo iniziare a distribuire i vari servizi informatici tra le diverse infrastrutture.

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